Recupero terreni incolti

Forse lo avrete letto in giro, ne è già stata data notizia. Legambiente ha assegnato una delle 9 bandiere verdi alla nostra esperienza. QUI potete leggere il comunicato ufficiale. La notizia è confermata da persone con le quali collaboriamo del Circolo Dora Baltea di Ivrea.

Siamo onorati di questa menzione, che è la prima ufficiale a livello nazionale. E’ un ulteriore stimolo a continuare il lavoro intrapreso con umiltà e concretezza.

Riportiamo di seguito la motivazione che Legambiente scrive nel dossier 2015 Carovana delle Alpi, bandiere verdi, buone pratiche e idee positive di sviluppo locale:

PIEMONTE
Bandiera Verdecoltiviviamo
a: Associazione di promozione sociale “ColtiViViamo” di Roppolo.
Motivazione:
per aver avviato un’attività di recupero ambientale e utilità sociale nel rispetto dell’ambiente e delle
tradizioni
Descrizione:
Nelle zone collinari della Serra si vedono sempre più terreni incolti che vengono abbandonati. E’ un
fenomeno che ha radici nei cambiamenti della struttura sociale del Canavese e del Biellese, ovvero nella
trasformazione di queste aree in zone industriali nel corso del ’900. In realtà sia Olivetti per un verso,
che tutto il tessile biellese per un altro avevano mantenuto un rapporto forte con il territorio,
evitandone la devastazione e, anzi, salvaguardando anche la sua manutenzione. E’ stata meno saggia la
de-industrializzazione che dopo gli anni ’70 ha investito questa area, come le altre aree industrializzate
del nord Italia. A Roppolo (ma non solo) si è pensato di usare questo abbandono e trasformarlo in una
risorsa. I soci fondatori dell’associazione ColtiViViamo provengono da svariate esperienze associative
nel campo non-profit e hanno creato questa come una attività che intende specializzarsi nel campo del
recupero dei terreni incolti di proprietà demaniale o privata, ma anche per attuare numerosi altri
progetti di utilità sociale che possano al tempo stesso dare gratificazione per i volontari
economicamente autosufficienti e occasioni di lavoro per quelli che non lo sono. Il concetto nell’ambito
del recupero dei terreni incolti è in realtà molto semplice: chiunque abbia un terreno inutilizzato, anche
solo in parte, può renderlo fruibile all’associazione che provvederà a sfruttarlo a beneficio della relativa
comunità di associati lavoratori o consumatori. Gli associati possono infatti aderire come semplici
consumatori oppure lavoratori consumatori, ma anche semplicemente per collaborare al
funzionamento della comunità. Le finalità che si propone sono in particolare: recupero dei terreni
incolti al lavoro agricolo, avviamento al lavoro di persone in difficoltà lavorativa; promozione della
filiera corta; recupero e valorizzazione delle attività artigianali legate alla tradizione.
ColtiViViamo si occupa di avviare persone prevalentemente delle categorie svantaggiate al lavoro agricolo, coniugando
la tutela dell’ambiente e del paesaggio con l’opportunità di dare un’occupazione per soggetti senza
reddito o con reddito insufficiente. Inoltre dispone di una piattaforma on line che offre la possibilità di
barattare o donare oggetti andando a specificare ad esempio se la donazione deve avvenire
esclusivamente a chi è in difficoltà economica o ne è bisognoso.
I prodotti ricavati dai terreni vengono venduti ai soci. Nel futuro si organizzerà tramite web una vendita
nella forma del cestino di diverse dimensioni consegnato a domicilio.
Il progetto è già attivo da due anni e sono stati rimessi in produzione circa due ettari di terreni incolti.